La forza del fare?
La cosa è curiosa di per sè e, se già non lo si conosce, viene proprio voglia di andare a vedere... La faccia è quella che rassicura, la sua figura, normale.
Tratto da Nazione Indiana
Oggetto: Regolamento Elezioni Regionali 2010
Gentile Direttore,
la legge istitutiva della par condicio prevede una netta distinzione tra programmi di comunicazione politica e programmi di informazione. Riguardo ai programmi di informazione la legge indica la necessità di adottare criteri specifici per quarantacinque giorni, tenendo conto della data di convocazione dei comizi elettorali.
In una sua delibera, l? AGCOM sottolinea che la Corte Costituzionale ha stabilito come ‘le regole più stringenti che valgono per la comunicazione politica non si attaglino alla diffusione di notizie nei programmi di informazione’.
Sempre l?AGCOM ha fatto rilevare come la Corte Costituzionale, a proposito dell’art. 2 della legge del 2000 sulla Par condicio abbia stabilito che non si possono trasporre i criteri dettati per la comunicazione politica nei programmi di informazione, che secondo la Corte ‘certamente costituiscono un momento ordinario, anche se tra i più caratterizzanti dell’attività radiotelevisiva’.
L?AGCOM ha concluso che ‘l’espressione diffusione di notizie’ secondo la Corte va intesa ‘nella sua portata più ampia, comprensiva quindi della possibilità di trasmettere notizie in un contesto narrativo-argomentativo ovviamente risalente alla esclusiva responsabilità della testata’.
L’AGCOM ha quindi concluso che le disposizioni in vigore per i programmi di comunicazione politica ‘non si applicano alla diffusione di notizie nei programmi di informazione’. Perché la Corte Costituzionale ha posto in rilievo come ‘il diritto all’informazione, garantito dall’articolo 21 della Costituzione, venga qualificato e caratterizzato, tra l’altro, sia dal pluralismo delle fonti cui attingere conoscenze e notizie’ così da porre il cittadino in condizione di compiere le proprie valutazioni avendo presenti punti di vista e orientamenti culturali e politici differenti ‘sia dall’obiettività e dall’imparzialità dei dati forniti, sia infine dalla completezza, dalla correttezza e dalla continuità dell’attività di informazione erogata’. ‘Il diritto alla completa ed obiettiva informazione del cittadino appare dunque’ ‘ prosegue la Corte ‘tutelato in via prioritaria soprattutto in riferimento a valori costituzionali primari, che non sono tanto quelli della pari visibilità dei partiti, quanto piuttosto quelli connessi al corretto svolgimento del confronto politico su cui in permanenza si fonda il sistema democratico’.
Il Regolamento della Commissione Parlamentare di Vigilanza, recentemente approvato, diversamente da quanto previsto dalla legge, e da quanto stabilito dalla Corte Costituzionale, sovrappone comunicazione politica (le cosiddette tribune) e informazione (i programmi d?approfondimento) con conseguenze molto gravi.
In primo luogo è intaccato il principio costituzionalmente rilevante della libertà d’espressione e irrimediabilmente ferita l?autonomia dei giornalisti.
In secondo luogo risulta limitato il diritto di cronaca e viene operata una sospensione del servizio pubblico del quale le trasmissioni come Annozero rappresentano un genere fondamentale.
In terzo luogo viene esautorato il Consiglio di Amministrazione, cui viene sottratta la funzione primaria di indirizzo sulla programmazione radiotelevisiva, viene danneggiata gravemente la Rai dal punto di vista economico, si altera la concorrenza a favore di Mediaset, si colpiscono le remunerazioni delle redazioni.
Ma soprattutto si conferma la tendenza, già in atto, ad ingabbiare i programmi di approfondimento informativi sottoponendoli, anche fuori dai periodi elettorali, a regole improprie.
Per tutte queste ragioni io ritengo che la Rai dovrebbe resistere disapplicando le prescrizioni del Regolamento, rese in manifesta violazione della lettera della legge sulla par condicio e in contrasto con le sentenze interpretative della Corte Costituzionale, adottando il Regolamento precedentemente approvato dalla stessa Commissione.
Eventuali procedimenti sanzionatori sarebbero non solo contestabili, per le ragioni sopra accennate, ma consentirebbero al giudice di chiedere alla Corte Costituzionale di pronunciarsi sia su disposizioni che violano diritti costituzionalmente garantiti, sia sull’indebito sconfinamento della Commissione che usa il Regolamento non per attuare la legge ma per modificarla, sostituendosi ai poteri legislativi dell’intero Parlamento.
Per quanto attiene alle mie decisioni, Annozero potrà comunque continuare ad andare in onda con cadenza settimanale, senza politici, anche in giorni diversi dalla sua normale programmazione, per il periodo indicato, con obiettività, completezza e imparzialità .
Naturalmente l’Azienda potrà assumere decisioni diverse da quelle da me prospettate assumendosene tutte le responsabilità.
Cordiali saluti
Michele Santoro
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Nel link qui sotto il commento al Regolamento che l'Avvocato Paola Rizzo ha scritto per Annozero:
( Sinistra Democratica Cologno Monzese: http://twitter.com/sdcologno )
Ciao a tutte/i
venerdì 13 Novembre il Senato ha approvato, all'interno della legge finanziaria per il 2010, un emendamento che modifica la "legge Rognoni-La Torre" sulla confisca dei beni ai mafiosi.
Grazie a questo emendamento sarà possibile la vendita dei beni confiscati, una modifica sostanziale rispetto ai principi della legge 109/96 che permette oggi il riutilizzo sociale.
Più di dieci anni fa tutti insieme abbiamo raccolto un milione di firme che spinsero la legge 109/96 verso un approvazione all'unanimità, affermando il principio che le "mafie restituiscono il maltolto", grazie ad un riutilizzo sociale che divenisse il motore per il riscatto sia economico che sociale dei territori.
Con l'emendamento proposto si mette seriamente a rischio questa possibilità. Svendendo i beni confiscati non si fa altro che favorire i clan, che potrebbero riacquistare i beni tramite prestanomi e riciclando soldi sporchi.
E' importante una nostra mobilitazione e di tutto il mondo dell'antimafia sociale. Il disegno di legge si appresta ad arrivare alla Camera per l'approvazione definitiva, urge attivarsi affinché il Parlamento ritiri questo emendamento e dia applicazione alla norma che prevede la confisca dei beni anche per i reati di corruzione.
E' già online l'appello per il ritiro dell'emendamento che vi preghiamo di diffondere il più possibile per farlo firmare. Basta entrare sul sito di Libera (http://www.libera.it) e firmare.
E' anche possibile stampare l'appello in allegato farlo firmare per poi farlo pervenire alle sedi nazionali e/o territoriali di Libera.
Questa operazione è concentrata da qui agli inizi di dicembre, quando si discuterà l'emendamento sulla vendita dei beni confiscati.
Ci saranno inoltre delle mobilitazioni a sostegno dell'appello:
Martedì 24 Novembre a Roma, presso la bottega della legalità "Pio La Torre" in via dei Prefetti 23, alle ore 11:00 organizzeremo "un'asta simbolica" dove "svenderemo" alcuni beni confiscati alla presenza di personalità del mondo della cultura e dell'informazione.
Sabato 28 Novembre, invece si svolgeranno in tutta Italia iniziative per distribuire l'appello e raccogliere le firme per il ritiro dell'emendamento. Sul sito di Libera trovate tutti gli aggiornamenti sui luoghi e gli orari che sono in via di definizione.
Grazie a tutti, diffondete l'appello da firmare il più possibile, e mettiamoci in movimento!!
Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie
Per adesioni e/o info
+39 06/69770326